L’atto

L’APPROCCIO ALL’ATTO

Nella terza ed ultima giornata di prove scritte, il candidato dovrà redigere un atto giudiziario, scegliendo una delle tre tracce proposte (civile, penale e amministrativo).

L’oggetto di questa prova impone un approccio parzialmente diverso all’esame. Nella redazione di un parere, specie se de veritate – infatti, il candidato è investito dell’onere di consigliare il protagonista della traccia assegnata e, a tal fine dovrà illustrare, almeno sommariamente gli istituti giuridici sottesi alla fattispecie proposta, chiarire tutti i pro ed i contra della situazione giuridica prospettata e fornire una soluzione corretta al caso.

Innanzitutto bisogna individuare l’atto più idoneo che spesso è già indicato già nella traccia; vanno poi lette tutte le norme che lo disciplinano; segue l’individuazione del giudice competente e la verifica della legittimazione attiva e passiva delle parti. Queste ultime vanno individuate in maniera specifica e dettagliata attraverso l’indicazione di: nome, cognome, data di nascita, residenza, codice fiscale, domicilio eletto.

Fondamentale è la formulazione delle conclusioni che deve seguire uno schema fisso: eccezioni preliminari; domande di merito; domande subordinate e richiesta di rifusione delle spese processuali. Negli atti introduttivi del giudizio vanno formulate le richieste istruttorie.

Non va trascurata la procura alle liti.

Queste regole valgono sia per l’atto di diritto penale che di civile. I principi fondamentali sono gli stessi anche per quelli di diritto amministrativo. quest’ultimo di solito è un ricorso contro un provvedimento.

Ovviamente regola sempre valida è quella di evitare errori di grammatica e sintassi.